C'E' UN PAESE AL MONDO
 
C'è un paese al mondo
dove crepi e ci bevi su,
e nessuno piange, anche il prete non finge più,
basta che il raccolto sia biondo più che si può:
nel granaio pieno c'è la vita e altrove no.
 
C'è un paese al mondo
che misura un'enormità,
alto, lungo, largo, senza ladri di verità,
cresce nella mente su radici di parità:
c'è un paese al mondo dove danza la libertà...

 

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AL MANCATO COMPLEANNO DI UNA
FARFALLA
 
La luce allaga qui
il fiume e gli alberi
sull'erba va...
 
Volteggia un alito
cercando il fiore che
l'accoglierà...
 
Ma molto presto sceglierà di esplorare più in là...
non può fermarsi forse sa che fra un po' morirà...
 
E la farfalla va
splende di libertà
ondeggia e va...
 
fra un anno cosa resterà dei colori che ha...
li avrà donati ad altre che voleranno per lei.
 
Uno mi ha detto: <<Ho lottato per la libertà,
quando non eri ancor nato, ora credo però
che il mondo non cambierà,
che il fiore. non sboccierà,
meglio pensare un po' a sè... che sognare...! >>
 
Ma io respiro la gioia di credere in me,
e la purezza di chi sta avanzando con me,
se pioveranno però
gocce dl dubbi e perché
 
l'arcobaleno verrà, nei miei occhi sarà...
se infine mi mancherà
forza di andare più in là
prendi i colori che ho e continua da te... senza me.

 

ELZEVIRO
 
M'hanno picchiato,
uno contro sei,
lunghi pugni, neri d'odio
m' hanno colpito qui e cadere senza umanità
sul quadrato della strada fece scalpore poi...
lentamente,
venne giù il silenzio... fra di me e la gente
che pensò solo a sè.
 
Hanno consumato
con malignità,
lunghe ore, nere d'odio
senza giustizia mai...
 
Macchine, mercati, primavere di metallo, civiltà...
ricchi fabbricati con a fianco catapecchie, povertà...
uno prende l'oro, l'energia, il potere, la città...
 
E luci di vetrine, finta serietà, ordine...
e vuoti di rovine solo un po' più in là, fetide...
 
m'inoltrai... era buio'... così...
 
M'hanno pestato
con facilità,
io perdo sangue d'uomo con regolarità...
mentre muoio steso qui
mentre il mondo va così
mentre intorno chi  vedrà... non dirà...
 
M'hanno sistemato
uno contro sei
convulsioni di un potere
che sta crollando ormai !

 

 

MERCANTI DI PAZZIE
 
Sete cembali caucciù
anni luce uccelli blù
compravamo le follie di lunedì
vendevamo stracci a amore il giovedì.
 
Vetri bussole rupie
spezie vini lotterie
è rimasta senza nome coi suoi occhi marrone
regalava in una tenda la sua età...
 
Presso i fuochi della sera
era già primavera
e nei corpi caldi entrava
la mia età...
 
Di qua, in sei, cantano gli dei,
un po' più in giù, danza la tribù,
però il re sfascia il narghilè,
così, quaggiù, sembra vero
ciò che è vero, proprio vero di più.
 
Sete cembali caucciù
anni luce uccelli blù
noi non moriremo mai, ci scommetto vedrai
il rumore delle stelle... crescerà...
ANTICHE CONCLUSIONI NEGRE
 
Si che ne ho poesia dentro me
si che ne ha la mia donna dentro sè,
quanta ne ha la mia padrona se lei mi vide nudo là
là, al mercato del cotone puntando il dito contro me.
Si che ne ho della vita dentro me
si che ne ha la mia donna dentro sè,
quanta ne ha la mia padrona se lei non muore quasi mai
mai e i miei pezzi di dolore son perle nere addosso a lei.
 
Poi è passato tanto tempo ed altro ancora passerà
e negli abissi del silenzio sparisce molta umanità.
 
Ho mille anni di pazienza sui nervi duri come acciai
e rabbia intera nella tromba che grida nuove verità...
 
Questo è l'inizio di tutto... oh... si
forse un po' presto l'inizio è qui.
Primo un rumore s'è aperta la città
un uomo nuovo si muove già 
senza timore dei suoi antichi dei
prende coscienza... decide lui.
Questo è l'inizio di tutto... oh... si
forse un po' tardi ma adesso è qui...

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